La concessione si estende su 36.000 ettari: il gruppo italiano BF ottiene un atto di concessione di 40 anni a Timimoun
Novità per il megaprogetto della società italiana Bonifiche Ferraresi (BF) in Algeria
La società italiana BF ha ottenuto giovedì il contratto di concessione di 36.000 ettari (Ha). Il Ministero dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca ha infatti concesso ufficialmente il contratto al presidente del consiglio di amministrazione di “BF Al Djazair”, Mustapha Houari.
Così, con l’ottenimento di questo atto della durata di 40 anni rinnovabile, si accelerano i tempi per il progetto integrato di produzione di cereali, legumi e pasta alimentare a Timimoun. Questa tappa traduce, secondo il principale responsabile del settore, “l’impegno dello Stato a sostenere gli investimenti agricoli”. La realizzazione del progetto procede in “condizioni molto favorevoli”, ha aggiunto Youcef Cherfa in questa occasione.
Va notato che il progetto è già entrato nella fase di attuazione effettiva, dopo l’avvio da parte della società BF dei lavori di installazione del cantiere, della perforazione dei pozzi e del montaggio delle attrezzature di valorizzazione e irrigazione a pivot centrale. La semina inizierà nella prossima stagione aratura-semina. “Il progetto ha conosciuto un buon avvio e dovrebbe conoscere un forte impulso il prossimo aprile con l’inizio della semina delle leguminose”, ha aggiunto il ministro.
Da parte sua, il sig. Houari ha definito l’ottenimento da parte di BF del contratto di concessione un “momento storico e strategico”, riflettendo la solidità delle relazioni algero-italiane. Ha inoltre annunciato che il consiglio di amministrazione della società si riunirà l’11 marzo per esaminare i mezzi che consentano di accelerare il ritmo di realizzazione del progetto.
Esteso su una superficie di 36.000 ettari nella wilaya di Timimoun, il progetto è destinato, vale la pena ricordarlo, alla produzione di grano, lenticchie, fagioli secchi e ceci, nonché alla coltivazione di oleaginose come la soia. È inoltre prevista la costruzione di unità di trasformazione per la produzione di pasta, silos di stoccaggio e altre infrastrutture vitali.
Tecniche agronomiche avanzate
Si prevede che questo progetto, del valore totale di 420 milioni di dollari, contribuisca al rafforzamento della produzione nazionale di cereali e legumi, all’aumento delle esportazioni non petrolifere attraverso l’esportazione della pasta, nonché alla creazione di oltre 6.700 posti di lavoro, di cui 1.600 diretti.
È il frutto di una partnership tra il gruppo italiano BF e lo Stato algerino, rappresentato dal Fondo Nazionale di Investimento (FNI), nell’ambito di un accordo-quadro firmato all’inizio di luglio 2024.
Il progetto era stato annunciato in precedenza dall’Agenzia Algerina di Promozione degli Investimenti (AAPI) e confermato a metà giugno in occasione della visita del presidente della Repubblica, Abdelmadjid Tebboune, in Italia per il vertice del G7. Dei 36.000 ettari, 35.450 sono destinati alla produzione di grano e legumi, mentre la superficie restante sarà dedicata alla realizzazione di un pastificio e altre infrastrutture connesse.
Va ricordato che il partner italiano BF aveva già beneficiato di una concessione agricola di 900 ettari a Ouargla. Nell’ambito di questa seconda concessione, punta a utilizzare tecniche agronomiche avanzate, come la rotazione delle colture, per ottimizzare i rendimenti agricoli soprattutto nella filiera cerealicola.
Oltre a queste caratteristiche, il progetto prevede un capitolo dedicato alla formazione e alla cooperazione tecnica, in particolare per quanto riguarda la Diga Verde, nonché tutti gli aspetti legati alla lotta contro la desertificazione, la stabilizzazione delle dune sabbiose e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
L’obiettivo di questo progetto, avviato nell’ambito del programma della Fondazione Mattei Africa (2024–2028), è fornire all’Algeria una filiera agroalimentare completa, dall’approvvigionamento delle sementi alla produzione industriale derivata dalle colture (in particolare cereali e legumi), inclusa la produzione di pasta.
Mira inoltre a “consolidare e rafforzare le eccellenti relazioni bilaterali storiche tra Algeria e Italia in tutti i campi, e ad accelerare il processo economico nazionale verso la realizzazione dell’autosufficienza”, come sottolineato nel comunicato della Presidenza del 15 giugno scorso.
Secondo il ministro dell’Agricoltura, si tratta del secondo più grande progetto agricolo dopo quello concluso con la società qatariota Baladna per la produzione di latte in polvere ad Adrar, nell’ambito di una joint-venture detenuta al 49% dal Fondo Nazionale di Investimento (FNI) e al 51% dalla parte qatariota. “Questi accordi riflettono la volontà delle autorità pubbliche di aprire il settore agricolo agli investimenti stranieri, in particolare nel Sud dove le condizioni sono garantite”, aveva sottolineato il ministro lo scorso luglio.
A titolo indicativo, l’obiettivo generale è di portare la superficie agricola nel Sud a 500.000 ettari (tramite la valorizzazione dei terreni) con una resa di 55 quintali per ettaro di grano.